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Tribunale di Udine

NON BASTA L’ASSENZA DI ATTI IN FRODE: OCCORRE DIMOSTRARE PRUDENZA E PROPORZIONALITÀ NEL RICORSO AL CREDITO, E CHE IL SOVRAINDEBITAMENTO CONSEGUE A EVENTI IMPREVEDIBILI.

E’ ESCLUSA LA MERITEVOLEZZA QUANDO SI OTTENGONO PRESTITI LE CUI RATE ASSORBONO PER OLTRE UN TERZO IL REDDITO MENSILE.
SI APPLICANO I PRINCIPI DEL CONCORDATO PREVENTIVO SULLA “CAUSA CONCRETA”: IL PIANO DEVE PREVEDERE UNA SODDISFAZIONE, SEPPURE MODESTA, DI TUTTI I CREDITORI.

Nella procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento per piano del consumatore, ai fini del giudizio di meritevolezza del debitore il mancato compimento di atti in frode a nulla rileva. Il debitore può accedere al piano del consumatore ogni volta che la consistenza del suo patrimonio e dei suoi redditi gli avrebbe ragionevolmente consentito via via l’assunzione di debiti; il sovraindebitamento finale, che ciononostante si verifichi, deve essere conseguenza di eventi non prevedibili ex ante. Pertanto, non sussiste il requisito della meritevolezza quando il debitore, anzichè estinguere il finanziamento precedente, di cui non può più sostenere il pagamento, sottoscrivendone un altro di durata maggiore e rata inferiore, così da avere più margini di liquidità, fa ricorso a nuovo credito aggiuntivo, superando la regola prudenziale che richiede di non far sì che il reddito mensile di una persona sia assorbito per oltre un terzo dal rimborso di rate di finanziamento.E’ indispensabile che la proposta preveda non solo il soddisfacimento dei creditori privilegiati (in misura integrale o almeno corrispondente al valore di mercato del bene o dei beni su cui le cause di prelazione insistono) ma anche un soddisfacimento di tutti i creditori chirografari, o degradati in chirografo (in misura bensì parziale ma comunque effettiva), in applicazione del principio affermato da Cass. S.U. 1521/2013 per il concordato preventivo. Ove siano attive assegnazione forzata o cessione del quinto dello stipendio, il piano del consumatore non può prevedere “ristrutturazione” riguardo agli importi, perchè i crediti relativi sono ormai fuoriusciti dal patrimonio del debitore, a prescindere dal futuro pagamento.E’ necessaria per il debitore l’assistenza tecnica di un avvocato: il difetto di rappresentanza in giudizio è rilevato d’ufficio, con concessione di termine per sanarlo.Ove emerga prima facie dal ricorso, dai documenti e dalla relazione dell’OCC la carenza di un presupposto (come ad esempio: il difetto di meritevolezza; la soddisfazione non integrale dei creditori privilegiati senza attestazione dell’OCC di incapienza del cespite gravato; l’assenza di una qualche soddisfazione, parziale ma effettiva, anche dei creditori chirografari; la pretesa ristrutturazione di debiti per cui sono attive assegnazione forzata o cessione del quinto; la mancata allegazione dei documenti prescritti; la mancata quantificazione dei crediti prededucibili in quanto sorti in occasione o in funzione della procedura di sovraindebitamento), va dichiarata l’inammissibilità senza necessità di fissare comunque l’udienza, essendo tale carenza rilevabile d’ufficio e non avendo senso avviare il procedimento di omologa con quel che ne consegue in termine di compressione medio tempore dei diritti dei creditori.